Quanti sono i “personaggi” di un collegio?
Ecco una galleria di ritratti che non aspetta altro che essere arricchita dal tuo contributo.
Proviamo a ridere di noi stessi senza malignità e con un po’ di indulgenza.

  1. Pasionario l’insegnante impegnato, vive il collegio con ansia. Ritiene che sia il momento per testimoniare la propria visione etica della scuola e del mondo.Entra in crisi se si accorge che un collega, anziché ascoltarlo, preferisce sfogliare il giornale.
  2. Scettico nulla lo stupisce più, fondamentalmente deluso è spesso un insegnante che nel passato si è dato molto da fare ma non è riuscito a cambiare. Ha elaborato una salutare distanza dal mondo scolastico di cui ora sorride amaramente
  3. Empirista ricerca l’oggettività nella docimologia e punta sul metodo. Si presenta in collegio con tabelle, istogrammi, grafici. Crede, sbagliando, che la razionalità sia l’arma con cui vincere lo scetticismo e la confusione
  4. Radicale il collegio è l’occasione per i suoi exploit che possono andare dalla ribellione contro le verifiche oggettive, l’obbligo di riempire moduli, a proclami contro chi vuole limitare la creatività della didattica o la libertà degli alunni. Formula raramente proposte applicabili ma è pronto ad avversare quelle degli altri.
  5. Passatista costantemente proteso al passato, alla scuola ideale, di un tempo non identificabile quando gli alunni facevano i compiti, erano rispettosi, non facevano che studiare, non si lasciavano distrarre dalla politica o condizionare dai mezzi di comunicazione di massa. I bravi erano promossi, i cattivi bocciati. Avversa le nuove tecnologie, la consulenza psicologica, il lassismo dei colleghi nelle valutazioni
  6. Cuore di mamma vede sempre gli alunni in luce positiva, avverte dei risvolti psicologici che certe decisioni possono avere, mette in luce i disagi ed il malessere degli adolescenti, mette in guardia rispetto ai pericoli del mondo (sesso e droga), tende al perdono e alla comprensione.
  7. Primadonna interviene sempre come custode di verità, cerca di stupire o di abbonire. Ha un’altissima considerazione di sé (e lo dimostra ogni volta autolodandosi) ed una scarsissima considerazione dei colleghi dai quali tuttavia richiede l’ammirazione incondizionata.

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