In un film di qualche anno fa, l’attore Silvio Orlando impersonava un professore in crisi, che non riusciva a stendere la prescritta programmazione annuale, nonostante i richiami sempre più severi del Preside.
In effetti il lavoro di programmazione può essere vissuto con disagio, addirittura con fastidio; oppure, all’opposto, con grande entusiasmo.
La programmazione, per un insegnante, rappresenta infatti un test sulla fiducia: la fiducia nelle proprie capacità progettuali, negli alunni, nei colleghi, nell’insegnamento in generale.
Grigio adempimento burocratico, oppure momento vitale di confronto e di crescita: in ogni caso, la programmazione é un segnale importante dello stato di salute relazionale di una scuola.