In un recente spot pubblicitario, due loschi figuri rubano la campanella della ricreazione nella scuola di un paese fiabesco. Il Gigante Buono, chiamato dagli alunni disperati, rimetterà le cose a posto. Non c’è dubbio che i professori delle scuole realmente esistenti, di fronte allo stesso problema, richiederebbero l’intervento di un deus ex machina qualsiasi, pur di riavere l’intervallo. Perché questa manciata di minuti è il momento in cui la scuola perde la sua rigidezza, i confini tra le aule si annullano, ed è possibile, scambiando quattro chiacchiere e fumando una sigaretta, riuscire a comunicare perfino sentimenti ed emozioni. E se l’intervallo fosse lo spiraglio attraverso il quale si può intravedere una scuola meno ingessata?