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PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE
autore Clotilde Pontecorco  titolo MANUALE DI PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE  editore Il Mulino  anno 1999 La curatrice di questo volume, che raccoglie…
autore Clotilde Pontecorco  titolo MANUALE DI PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE  editore Il Mulino  anno 1999 La curatrice di questo volume, che raccoglie gli interventi di vari studiosi, insegna Psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione e dirige il dipartimento di psicologia dei processi di sviluppo e della socializzazione nella Facoltà di Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza”.  Contenuto […]
autoreClotilde Pontecorco
 titoloMANUALE DI PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE
 editoreIl Mulino
 anno1999

La curatrice di questo volume, che raccoglie gli interventi di vari studiosi, insegna Psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione e dirige il dipartimento di psicologia dei processi di sviluppo e della socializzazione nella Facoltà di Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza”.

 Contenuto del libro
Il volume si divide in tre parti: 1)Nuove prospettive di psicologia dell’educazione; 2) gli apprendimenti di base; 3) I problemi dell’insegnare

autoreGiorgio Blandino, Bartolomea Granieri
 titoloLE RISORSE EMOTIVE NELLA SCUOLA
Gestione e formazione nella scuola dell’autonomia
 editoreRaffaello Cortina
 anno2002

Giorgio Blandino è docente di Psicologia dinamica all’Università di Torino.
Bartolomea Granieri, psicologa e psicoterapeuta, collabora con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino. E’ stata per anni dirigente scolastico. Lavora attualmente all’IRRE Piemonte, dove si occupa di fomazione di insegnanti e dirigenti scolastici.
Insieme hanno già pubblicato La disponibilità ad apprendere (1995)

 Contenuto del libro
Il testo è suddiviso in tre parti: 1) Inquadramento teorico; 2)Dimensioni emotive nella gestione della scuola; 3)Ambiti specifici di gestione
Obiettivo del libro, sostengono gli autori nella Premessa,
“è quello di approfondire la conoscenza delle implicazioni psicologiche delle relazioni che si giocano nel mondo della scuola – a fronte di una situazione di cambiamento organizzativo- portando il focus del discorso sul problema della gestione dell’istituzione e della classe, non tanto per illustrare metodologie operative, ma per mostrare le complesse concomitanti emotive che la attraversano e che vanno riconosciute e gestite…”
La tesi che si discute e si cerca di dimostrare è che
“per realizzare un’innovazione davvero incisiva, è necessario ripensare (e riprogettare) il modo in cui funziona ed è gestita la scuola, sia per quanto concerne il processo di apprendimento e di insegnamento, sia per quanto riguarda le relazioni all’interno dell’istituzione scolastica, perché è questa la vera conditio sine qua non del cambiamento stesso” (p. X).
Tale “ripensamento”, sostengono gli autori, può trarre sostegno da alcune scoperte della psicoanalisi, vista come una delle branche della psicologia che meglio possono favorire “il cambiamento reale e profondo della scuola” (p. X).
La scuola, intesa come organizzazione che svolge il compito di promuovere apprendimento e socializzazione, implica che il lavoro degli insegnanti e dei dirigenti non sia solo quello di insegnare e di dirigere, ma anche di occuparsi di relazioni; anzi, la gestione della dimensione relazionale è la componente che accomuna il lavoro dei docenti e dei dirigenti (p. XI).
Intervista a Maurizio Blandino (dal sito www.Psiconline.it)

autoreBruno Rossi
 titoloLE PEDAGOGIA DEGLI AFFETTI
 editoreLaterza
 anno2002
L’autore è professore di Pedagogia generale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Arezzo.

 Contenuto del libro
Il libro si divide in tre parti:
1)La formazione affettiva. Ragioni e significati;
2) Educare gli affetti. Traguardi e apprendimenti;
3) Affettività e didattica. Per una professionalità esperta.”La cultura contemporanea -sostiene l’autore nell’Introduzione- esprime un interesse sempre maggiore per l’affettività” (p. V). Si configura una nuova immagine dell’uomo “titolare da una ragione e di un’azione non poco influenzate dalle emozioni e dai sentimenti, dalle passioni e dagli stati d’animo, dalle pulsioni e dagli umori”(p. V). Questa nuova sensibilità verso la dimensione affettiva nasce anche dalla percezione dei problemi dell’uomo contemporaneo, caratterizzato da “povertà affettiva, conformismo emotivo-sentimentale, indisponibilità empatica, inattitudine ad avviare e mantenere relazioni intrapersonali ed interpersonali affettivamente dense e qualificate”(p. VI).
Di qui l’importanza dell’educazione affettiva, un compito formativo “capace di dare ad ogni uomo un aiuto reale a superare il disagio esistenziale, a risignificare la vita e ad arricchirla di senso” (p. VII).
L’autore afferma che nei confronti di tale compito
“la pratica formativa scolastica lascia constatare ritardi, pressapochismi, spontaneismo, omissioni, non troppo convinta, tra l’altro, che l’educazione del cuore è il cuore dell’educazione. Non di rado essa, privilegiando il pensiero e l’intelligenza razionalistica e tecnica e relegando gli affetti nel ‘privato’ o delegandone la coltivazione alla famiglia, ha ignorato o trascurato le ricchezze affettive del soggetto educativo come se non fossero forze costitutive della sua umanità…” (p. IX).
“L’efficacia dell’azione formativa dipende largamente dalla qualità della relazione affettiva stabilitasi tra educatore ed educando. Per chi ha responsabilità formative, se è importante il sapere, il saper fare, il saper comunicare, ancor più rilevante è il saper essere” (p. X).

 autoreElisabetta Nigris
 titoloI CONFLITTI A SCUOLA – La mediazione pedagogico-didattica
 editoreBruno MondadorI
 anno2002
L’autrice insegna Didattica generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Milano-Bicocca, e ha già all’attivo altri volumi. In particolare, si è occupata di educazione interculturale.

 Contenuto del libro
Il testo è così suddiviso:
Introduzione
1) Conflitti e mediazione:teorie e pratiche a confronto
2) I conflitti tra pari: mediazioni e mediatori possibili
3) Conflitti tra inseganti e alunni
4) I conflitti fra scuola e famiglia
5) I conflitti degli insegnanti




autoreMaurizio Andolfi, Paola Forghieri Manicardi
 titoloADOLESCENTI TRA SCUOLA E FAMIGLIA – Verso un apprendimento condiviso
 editoreRaffaello Cortina
 anno2002

Maurizio Andolfi, neuropsichiatra infantile, è professore ordinario di Psicodinamica dello sviluppo e delle realzioni familiari presso la facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza di Roma e direttore dell’Accademia di psicoterapia della famiglia di Roma.
Paola Forghieri Manicardi, psicologa e psicoterapeuta, è didatta dell’Accademia di psicoterapia della famiglia, di cui attualmente dirige la sede modenese. Studiosa di psicopedagogia, è stata insegnante e preside nella scuola media inferiore e superiore.

 Contenuto del libro
l testo è così suddiviso:
Introduzione dei curatori
1) “Eppur si muove”: continuità e cambiamento nel sistema scuola
2) La classe come luogo di crescita
3) Verso una cultura delle differenze nella scuola

 autoreFelice Carugati, Patrizia Selleri
 titoloPSICOLOGIA SOCIALE DELL’EDUCAZIONE
 editoreIl Mulino
 anno1996

Felice Carugati insegna psicologia dell’età evolutiva nel corso di laurea in Psicologia dell’Università di Bologna. E’ Associate Editor della rivista “European Journal of Psychology of Education”.
Patrizia Selleri, direttrice didattica, collabora come docente comandata presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna.

 Contenuto del libro
l testo è così suddiviso:
Prefazione
1) Sviluppo, insegnamento e apprendimento
2) Dall’organizzazione della scuola alle sue rappresentazioni
3) Personaggi, interpreti e sceneggiature della vita quotidiana
4) Leggere, scrivere, far di conto
5) Dalla vita quotidiana alle ricerche sperimentali
6) Conclusione

“L’educazione, specie nella sua dimensione socialmente organizzata, emerge sempre più chiaramente come ambito strategico della società contemporanea, in cui è diventata decisiva la capacità di gestione dell’oragnizzazione e delle conoscenze. Scopo di questo volume è offrire un quadro esauriente dei complessi rapporti che intercorrono tra sviluppo, educazione, apprendimento e contesti sociali. Oggetto di esame sistematico è il campo delle influenze reciproche fra attori coinvolti nel processo educativo (alunni, insegnanti, genitori), contesti (scuola, classe) e attivtà didattiche (interrogazioni, compiti, valutazioni). Ne scaturiscono, tra l’altro, percorsi di riflessione e possibili applicazioni pratiche per tutti coloro che nei processi educativi sono chiamati a svolgere un ruolo attivo” (dalle note di copertina)
 autoreAntonio Firetto, Maria Grazia Antinori, Maurizio Costantini, Barbara Puglia
 titoloSTUDENTI PROTAGONISTI
Indagine sulle relazioni tra adolescenti, famiglia e scuola condotta con gli studenti dell’XI Municipio di Roma
 editoreDirenzo
 anno2002

 Contenuto del libro
Il testo riporta i risultati dell’indagine psico-sociale realizzata all’interno del progetto dell’XI Municipio del Comune di Roma, relativo al “Centro di Orientamento Scolastico e Professionale” gestito dall’Associazione ARPIT. Alla ricerca hanno partecipato 281 studenti delle medie e 269 delle superiori, compilando un questionario.
Dalle Conclusioni (p. 83-84):
“Le difficoltà del sistema scolastico accentuano le incertezze e i timori vissuti da ogni attore coinvolto nella scuola il quale, per allontanare l’ansia, tende ad attribuire all’esterno, all’altro, la colpa del proprio malessere e scontento…questo meccanismo difensivo, di per sé comprensibile, contribuisce ad aumentare la tensione e la diffidenza tra adulti ed adolescenti, tra utenti e sistema scolastico, tra scuola e società; ci si allontana ancora di più l’uno dall’altro diminuendo la disponibilità all’ascolto. Dall’indagine, così come dai numerosi scambi di opinioni con gli inseganti e con i ragazzi, emerge che i docenti, come gli allievi, vivono con malessere e demotivazione la fase attuale della scuola. Il sistema scolastico è così complesso che appare evidente l’impossibilità per il singolo o per la sola istituzione controllare tutte le variabili del problema, così come rifugiarsi nelle ripetizioni di prassi e di strategie già collaudate non ripara dall’ansia e dal disagio”.