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MASSIMO SEI. Un nome, un cognome, un programma
di Nicoletta Frontani Luca Yarni BologniniMassimo Sei RomanzottoPendragon Bologna 200 Cosa cerca affannosamente zio Paperone? Qualcosa che lo distingua dai comuni…
di Nicoletta Frontani Luca Yarni BologniniMassimo Sei RomanzottoPendragon Bologna 200 Cosa cerca affannosamente zio Paperone? Qualcosa che lo distingua dai comuni riccastri, un segno di distinzione che gli faccia sembrare la sua ricchezza meno banale e che sia la prova della sua superiorità.Come il personaggio dei fumetti, il protagonista del romanzo di Bolognini, Massimo Sei, un ginnasiale di […]

di Nicoletta Frontani

Luca Yarni Bolognini
Massimo Sei Romanzotto
Pendragon Bologna 200

Cosa cerca affannosamente zio Paperone? Qualcosa che lo distingua dai comuni riccastri, un segno di distinzione che gli faccia sembrare la sua ricchezza meno banale e che sia la prova della sua superiorità.
Come il personaggio dei fumetti, il protagonista del romanzo di Bolognini, Massimo Sei, un ginnasiale di Bologna, vuole trovare qualcosa che lo renda distinguibile all’interno del proprio gruppo di amici. Ma cosa può far concorrenza alle marmitte, agli orologi, ai telefonini, ai boxer, ai vespoidi truccati, alle ragazze? Cosa può far sentire diversi e importanti in un gruppo che tende all’uniformità? Cosa gli manca?
La vicenda, che si snoda nel corso di un anno scolastico, dall’autunno al presentimento dell’estate dell’ultimo giorno di scuola, ci viene raccontata dallo stesso protagonista e si conclude con una improvvisa scoperta.
Nella ricerca Massimo inizia a costruire la propria identità e si misura sia con il mondo degli adulti, sia con quello dei coetanei. La maledetta casa, la squallida scuola, il locale di ritrovo sono luoghi in cui si intrecciano reti relazionali, in cui i diversi personaggi si incontrano senza sembrare di riconoscersi autenticamente. La famiglia, la classe, il gruppo esprimono codici linguistici e valoriali diversi, il dialogo è minimalizzato e si snoda intorno a luoghi già percorsi, a stereotipi. Come in un gioco di ruolo le persone tendono a diventare tipi, qualche volta un po’ grotteschi, il cui nome è, in molti casi, come per il protagonista, una diretta conseguenza del carattere o delle scelte di vita.
In questo universo spesso incomprensibile (tutta questa gente che mi parlava in arabo, non capivo niente, o forse non avevano capito loro) Massimo comincia a chiedersi quale sia il modo in cui funzionano la vita ed i sentimenti, come ragionano professori e genitori, come bisogna comportarsi con le ragazze( a dire il vero, ogni volta che avevo a che fare con una ragazza mi prendeva un senso di timore, il timore di bambi che si trova davanti al naso una farfallina, senza averla mai vista prima. Non sapevo come comportarmi: paura di darle fastidio, paura di non dargliene affatto).
Nel trovare le risposte procede per tentativi ed esperienze con la leggerezza e le paure tipiche della sua età. Forse vorrebbe un aiuto da quel mondo di adulti che disprezza per il loro sostanziale disinteresse e per le loro continue richieste ma che non riesce ad odiare o forse dagli amici, consumatori ed edonisti incalliti: vivere senza sbagliare mai è un’enorme fatica così come diventare colti e sapienti è una grande rottura di balle.

Leggere il romanzotto di Bolognini è molto divertente perché è ricco di trovate e con un intreccio ben costruito. Il protagonista è un personaggio a cui ci si affeziona, simpatico e un po’ sgangherato è, nonostante tutto, un bravo ragazzo con tanta fantasia e tanti sogni, disponibile ed aperto verso gli altri, ci trascina nelle sue avventure facendo di tutto per farsi ben volere e ci riesce. E’ un antieroe, un po’ come Paperino, nel senso che non è un vincente e si trova spesso in situazioni paradossali, tuttavia, forse, il suo occhio un po’ imbambolato sul mondo è l’unico in grado di vedere. Il suo universo è quello degli adolescenti, tutti caratterizzati con efficacia, la cultura di riferimento è in primo luogo quella dei fumetti, della musica, dei film, della pubblicità. Anche il linguaggio risente di queste scelte ed è estremamente aderente ai personaggi e al loro modo di esprimersi: neologismi, inserti dialettali e del parlato, deformazioni, lessico di gruppo, citazioni di testi di canzoni e pubblicità lo rendono variegato e ricco.
Credo, forse per deformazione professionale, che momenti di assoluta godibilità siano quelli dedicati alla scuola ed alle relazioni che si creano all’interno della classe. La descrizione di questo mondo, pur risentendo dell’influenza del linguaggio cinematografico e dei suoi generi, è diversa dagli stereotipi che la letteratura e la filmografia sulla scuola hanno elaborato, sono prese in considerazione dinamiche autentiche ma raccontate in modo non realistico, direi quasi epico da Max. Il personaggio della professoressa Martinuzzi con i suoi tic e il suo passato da soap opera è uno dei più riusciti.
Se non si sa quale terribile antipatia può generare in un’ insegnante la relazione con un’alunna sapientissima come la giovane Gobazzi, se non si sa quale terribile ciclone può abbattersi su un alunno innocente in una bella mattina di maggio, se non si sa come un’ insegnante sessantenne possa diventare un mito per un’intera classe, la lettura di queste pagine sarà, oltre che divertente, illuminante.
A chi consigliamo questo libro? Agli insegnanti e ai genitori se vogliono capire qualcosa di più di se stessi e del mondo dei loro figli ed alunni. Agli adolescenti se vogliono vedersi rappresentati in modo simpatico e non scontato ma neppure indulgente.

Notizie sull’autore:
Luca Yarni Bolognini è nato a Venezia nel dicembre 1979. A otto anni si trasferisce con la famiglia (padre psicoanalista, madre insegnante, fratello, sorella e un cagnone) a
Bologna. Qui frequenta il liceo classico. A 15 anni inventa e presiede l’associazione
Richter Giovani Scrittori, che in seguito, dal ’96 al ’98, sara’ organo di rappresentanza degli scrittori under25 per il Comune di Bologna. A 20 crea con altri 4 soci la piu’ grande libreria remainders on-line italiana, Gullivertown Com, di cui tuttora e’ Presidente CdA e Responsabile Editoriale.
“Massimo Sei” e’ il suo primo romanzo, scritto a 18 anni, pubblicato a fine
2003 nella collana Tempi Nuovi – Ed. Pendragon, diretta da Roberto Di Marco
(ex Gruppo63). Nel tempo libero, studia giurisprudenza.