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L’arcipelago Napoa? Fate rotta per Bergamo
Concepire la scuola come “organizzazione che apprende”: un vasto e complesso progetto delle scuole bergamasche.Dalla presentazione del sito www.napoa.it:“Napoa … non…
Concepire la scuola come “organizzazione che apprende”: un vasto e complesso progetto delle scuole bergamasche.Dalla presentazione del sito www.napoa.it:“Napoa … non è il nome di un’isola polinesiana, ma quello di un progetto di larga portata nella scuola bergamasca.NAPOA è l’acronimo di “Nuovi Apprendimenti Per l’Organizzazione che Apprende”, un Progetto che, come si dichiara negli obiettivi, si propone di […]

Concepire la scuola come “organizzazione che apprende”: un vasto e complesso progetto delle scuole bergamasche.
Dalla presentazione del sito www.napoa.it:
“Napoa … non è il nome di un’isola polinesiana, ma quello di un progetto di larga portata nella scuola bergamasca.
NAPOA è l’acronimo di “Nuovi Apprendimenti Per l’Organizzazione che Apprende”, un Progetto che, come si dichiara negli obiettivi, si propone di rispondere alle esigenze di flessibilità espresse dalla società attuale, nell’ambito del rapporto tra scuola, territorio e mondo del lavoro, sviluppando un insieme di azioni che si ispirano al concetto guida di scuola come “organizzazione che apprende”.
Quindi NAPOA ha a che fare, principalmente, con i concetti di autovalutazione, di educazione permanente, di lavoro coordinato in rete, di flessibilità, di interazione e di collegamento fra scuola e mondo del lavoro.
In questo contesto esso ha coinvolto molte scuole bergamasche, enti locali e associazioni legate al mondo del lavoro, in un’azione di rilevazione e di riflessione sull’organizzazione dell’apprendimento, sulla pratica di utilizzo delle nuove tecnologie e dei mezzi informatici nelle scuole e nella didattica, sulle modalità di autovalutazione degli istituti scolastici, sui legami creati (o da creare) fra scuola e mondo del lavoro.
Il Progetto NAPOA (i cui risultati sono stati presentati in 4 giornate di studio, alla fine di ottobre 2002) ha visto il coinvolgimento di esperti e di specialisti dei vari settori scolastici e culturali coinvolti nelle tematiche affrontate e ha prodotto una documentazione molto utile e interessante (anche per chi non vive nella realtà bergamasca)”.