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Impatto della pandemia sulla vita degli adolescenti.3
Le reazioni alle limitazioni si sono manifestate attraverso insofferenza e irritabilità…
Le reazioni alle limitazioni si sono manifestate attraverso insofferenza e irritabilità…

3 – Quale l’impatto emotivo sugli adolescenti?

All’impossibilità di sfuggire a questo ritorno indietro ed evadere dalla coercizione, ognuno ha reagito a modo suo.

A volte le reazioni alle limitazioni si sono manifestate attraverso insofferenza e irritabilità, sfociate in comportamenti  aggressivi verso gli altri o verso se stessi. Tutti abbiamo sentito nei mesi scorsi, dei casi di adolescenti che si sono presentati al pronto soccorso, perché le cose gli sono sfuggite di mano.

Va detto che i tagli e in generale  le condotte autolesive non sono specifici della pandemia, sono fenomeni presenti e conosciuti da tempo nella popolazione adolescenziale, la sofferenza legata alla pandemia e al lockdown ne ha amplificato e moltiplicato la messa in atto. L’impatto emotivo in questo periodo della vita si manifesta facilmente attraverso il comportamento, attraverso il passaggio all’atto istintivo.

In altri casi i ragazzi hanno reagito alle limitazioni attraverso la ricerca di una maggiore centralità e visibilità in internet preferendo magari l’attività sui social alle condotte autolesive .

Alcuni ragazzi, non molti in realtà, hanno reagito in modo spavaldo sfidando il virus, altri al contrario con la paura amplificata del contagio rinforzando atteggiamenti preesistenti di difficoltà e disagio a incontrare i coetanei.

Ci sono ragazzi che anche dopo le riaperture, non hanno ripreso a uscire di casa, che non hanno ripreso lo sport, che hanno smesso di frequentare gli amici. 

Qualcuno ha abbandonato anche la scuola.

Modi diversi di esprimere la sofferenza psicologica comune di sentirsi soli, vuoti, inutili e una caduta importante del livello di autostima.

Da un’indagine realizzata dal Centro studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), emerge che in questo momento i giovani ripongono nel futuro: aspettative molto basse. 

Indubbiamente la giovane età e l’inesperienza che la caratterizza  rendono difficile a un ragazzo dare una connotazione temporanea al periodo che stiamo vivendo e che non sappiamo quanto effettivamente sia finito. 

Da qui le generalizzazioni a un futuro immaginato come caratterizzato ancora da restrizioni e limitazioni.

E’ uno scenario che, comprensibilmente, genera ulteriori cadute dell’umore.

Dalla stessa indagine del Centro Studi del Cnop, a mancare maggiormente agli studenti italiani, sono: 

  • lo stare insieme ai compagni di classe (75%),
  • la possibilità di studiare insieme (45%),
  • la maggiore interazione durante le lezioni (38%)
  • il confronto con gli insegnanti (31%)”