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Chi ha paura dell’interrogazione?
di Patrizia Mattioli L’interrogazione è uno dei pochi momenti in cui l’insegnante e lo studente entrano in relazione diretta. Intesa…
di Patrizia Mattioli L’interrogazione è uno dei pochi momenti in cui l’insegnante e lo studente entrano in relazione diretta. Intesa come momento in cui il professore fa domande e lo studente risponde, l’interrogazione è fonte di forti emozioni. Allo studente fa paura, e questo non facciamo fatica a crederlo. Paura di non essere all’altezza della […]

di Patrizia Mattioli

L’interrogazione è uno dei pochi momenti in cui l’insegnante e lo studente entrano in relazione diretta. Intesa come momento in cui il professore fa domande e lo studente risponde, l’interrogazione è fonte di forti emozioni.
Allo studente fa paura, e questo non facciamo fatica a crederlo. Paura di non essere all’altezza della situazione, di dover riassumere in pochi minuti se stessi, la propria preparazione, le proprie capacità di ragionamento e di esposizione, paura di non riuscire ad aderire alle aspettative dell’insegnante, o dei genitori.
    A te che effetto fa l’interrogazione?
 psicologia@comunicascuola.it

Anche all’insegnante, e questo forse ce lo aspettiamo meno, l’interrogazione fa paura. Paura di non essere stato capace di offrire il suo sapere, di sentire i suoi studenti ripetere meccanicamente le sue parole, di trovarsi di fronte qualcosa a cui non è preparato. Paura di dover affrontare i limiti del suo modo di insegnare e non sapere come, di trovarsi di fronte ad un vuoto professionale. Paura del giudizio degli studenti, dei colleghi, o dei genitori, se e quando deve tornare su argomenti già fatti.
     Hai mai pensato a come si sente l’insegnante mentre ti interroga?
     psicologia@comunicascuola.it

Se pensavamo all’interrogazione come al momento in cui l’insegnante deve giudicare quanto lo studente ha studiato, è evidente quanto questa sia una grossolana semplificazione di quello che realmente accade.
Più complessamente allora, l’interrogazione è uno dei momenti di verifica del processo di apprendimento dell’alunno, come del lavoro di insegnamento del docente e dello stato del rapporto che li lega: quanto sono in sintonia quell’insegnante e quell’allievo. Ovvero quanto studente e insegnante sono d’accordo sulla valutazione finale dell’interrogazione.
     Di solito sei d’accordo con l’insegnante sulla valutazione?
     psicologia@comunicascuola.it

Un’interrogazione andata male per esempio, può essere interpretata e vissuta in sintonia se insegnante e studente sono d’accordo nello stabilire che: l’argomento era piuttosto difficile o noioso, e/o l’insegnante lo ha spiegato poche volte o poco dettagliatamente, lo studente non gli ha dedicato il giusto tempo per i più svariati motivi personali, per i più svariati motivi personali l’insegnante è stata quel giorno particolarmente esigente, e così via. In ultima analisi c’è sintonia quando studente e insegnante si confrontano sui motivi che hanno portato entrambi ad una valutazione negativa e possono concordare una strategia comune per migliorare.
    Se un’interrogazione va male, secondo te da cosa dipende?
    Ti capita di discuterne le cause con l’insegnante?
    psicologia@comunicascuola.it

Non c’è sintonia invece, quando la comunicazione è insufficiente. Nessuno dei due conosce i presupposti dell’altro e si spiega l’esito negativo facendo ricorso a pregiudizi personali, che possono avere poco a che fare con i motivi reali che sono alla base del comportamento dell’altro. Lo studente pensa che l’insegnante ha dato una valutazione negativa perché è ingiusto, poco obiettivo, persecutorio, lo ha preso in antipatia, … oppure che come studente egli è un incapace, intellettualmente poco dotato…… Mentre l’insegnante pensa che lo studente è svogliato, poco intelligente, poco portato per la materia,….oppure che come insegnante non è stato abbastanza bravo……
    Tu cosa ne pensi?
    Ti è capitato?
     psicologia@comunicascuola.it

Un’interrogazione che non va bene in ogni caso è un problema per entrambi. Se non c’è sintonia, è più difficile prevedere la possibilità di un cambiamento.
Molti altri sono i fattori che entrano in gioco nel momento valutativo: i rispettivi rapporti familiari, il rapporto con il gruppo-classe, le rispettive esperienze precedenti,….ecc.
    Quanto influisce l’opinione dei tuoi genitori, sulla preoccupazione che hai per un’interrogazione?
    E quella dei tuoi compagni di classe?
    psicologia@comunicascuola.it

L’interrogazione dunque, è un momento molto delicato. Ciò nonostante è fortemente ricercato sia dagli studenti che dagli insegnanti, perché per quanto pericoloso, è uno dei momenti in cui ognuno dei due può esprimere se stesso. Allo studente permette di uscire dall’anonimato della classe, ad entrambi di farsi conoscere, di essere protagonisti di volta in volta di una delle scene scolastiche. E’ un momento definito, che definisce.
    Sei d’accordo con questa conclusione?
Tu cosa ne pensi?
    psicologia@comunicascuola.it

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