Le relazioni (studenti)

Intervista a Marina
di Patrizia Mattioli Marina ha 17 anni frequenta il terzo anno della scuola superiore. All’inizio del primo anno ha avuto…
di Patrizia Mattioli Marina ha 17 anni frequenta il terzo anno della scuola superiore. All’inizio del primo anno ha avuto un problema di inserimento (Leggi l’intervista a Veronica, la mamma di Marina). Ciao Marina. Tu frequenti il 1° liceo classico in un liceo ginnasio di Roma. Come ti trovi con i tuoi compagni di classe? […]

di Patrizia Mattioli

Marina ha 17 anni frequenta il terzo anno della scuola superiore. All’inizio del primo anno ha avuto un problema di inserimento (Leggi l’intervista a Veronica, la mamma di Marina).

Ciao Marina. Tu frequenti il 1° liceo classico in un liceo ginnasio di Roma. Come ti trovi con i tuoi compagni di classe?
Adesso bene, mi sono ambientata in classe, ho amici, mi sento abbastanza a mio agio con loro. E’ all’inizio, in quarto ginnasio che non mi sono trovata bene.

Cosa è successo all’inizio?
All’inizio, la classe era già divisa in gruppi, in due grandi gruppi di ragazzi provenienti dalle stesse scuole . Il primo giorno di scuola, quando sono entrata in classe (avevo fatto tardi e sono entrata per ultima), erano già tutti seduti ed era rimasto solo un posto abbastanza isolato, vicino ad una ragazza.
Anche nell’ambiente fuori dalla classe, tutti mi sembravano sicuri di se mentre io mi sentivo completamente spaesata, non sapevo che fare, dove andare… all’inizio non guardavo nessuno, non sono uscita dalla classe per diverso tempo…

Come hai saputo che molti dei tuoi compagni provenivano dalla stessa scuola?
Il primo professore che è venuto in classe ha chiesto a tutti da che scuola provenivamo e solo io e altri due ragazzi provenivamo da scuole diverse.

Che tipo di conseguenze ha avuto il fatto che molti ragazzi provenivano dalla stessa scuola?
Che hanno fatto immediatamente gruppo. A ricreazione per esempio un gruppo usciva e se ne andava da una parte, un altro rimaneva in classe, magari a guardare le foto delle vacanze e io rimanevo da sola
All’inizio sono stata male perché avevo la sensazione che non sarei uscita da quella situazione di isolamento… pensavo che sarei stata sola per tutto i cinque anni.

Inizialmente ti sei sentita esclusa da entrambi i gruppi?
Sì, assolutamente.

Quanto è durato questo periodo di esclusione?
Forse un mese.

I professori secondo te si sono accorti di questa difficoltà che stavi vivendo?
No. Sicuramente no… anzi mi sono sembrati abbastanza indifferenti alla situazione all’interno della classe.

Secondo te avrebbero potuto aiutarti?
Penso di no. Un professore ha poco da fare… non so cosa avrebbe potuto materialmente fare un professore…

… magari poteva organizzare dei lavori di gruppo, facendo dei gruppi diversi da quelli che si erano creati spontaneamente…?
Secondo me no, non sarebbe servito. Anche adesso dopo tre anni i gruppi ci sono ancora. Io poi sono entrata a far parte di uno di questi, quello composto da persone più adatte a me.

Come hai risolto questo problema?
Ho trovato una ragazza, che aveva solo un amico in classe, e con lei siamo diventate amiche e poi con il gruppo che rimaneva sempre in classe a ricreazione…

Come hai fatto?
… rimanevo sempre in classe durante la ricreazione… anche loro…, ho provato a parlarci…

… quindi forzandoti anche un po’?… superando quel senso di esclusione che avevi provato all’inizio?
Sì. Soprattutto con la ragazza, poi anche con il resto della classe anche se i rapporti sono molto superficiali.

… però non ti senti più esclusa?
No.

A casa se ne sono accorti? Tua madre se ne è accorta?
Sì. Parlo molto con mia madre. Già il primo giorno, quando sono tornata da scuola… stavo male… si vedeva… mi aspettavo che al liceo ognuno venisse da una scuola diversa, che ci saremmo trovati tutti nella stessa situazione, io invece mi sono trovata in una situazione opposta a quella degli altri.

Pensi che tua madre ti abbia aiutato?
Non so fino a che punto perché doveva essere più una cosa mia, una sfida con me stessa riuscire a rompere quella situazione.

Non sentivi il bisogno del suo aiuto?
Fino ad un certo punto perché era troppo esterna alla situazione che vivevo a scuola.

Questa difficoltà iniziale di ambientamento ha avuto delle conseguenze sullo studio, sull’apprendimento per quel periodo iniziale?
Sullo studio no perché all’inizio si fa poco, più che altro ne ha risentito la voglia di andare a scuola, non avevo voglia di andare, avevo quasi paura…

Com’è cambiato il rapporto dei compagni nei tuoi confronti?
In realtà non è cambiato il loro atteggiamento, sono io che ho capito che loro non erano così chiusi come mi sembravano all’inizio.

Vuoi dire che ad una apparente chiusura dei compagni si sono aggiunti i tuoi pregiudizi e le due cose insieme hanno creato il problema?
Esatto.

Che conseguenze ha avuto tutto questo sul tuo comportamento?
… ma, forse anche positivo, perché io sono molto timida, quindi ho dovuto anche forzarmi per cercare un minimo di comunicazione con la classe, ho dovuto cercare di superarmi…

Paradossalmente una situazione di frustrazione ha stimolato un progresso sul piano personale?
Alla fine sì, non potevo restare da sola per tutti e cinque gli anni.

Che consiglio daresti ad un ragazzo che inizia la scuola superiore e si trova nella stessa situazione che hai vissuto tu?
Di cercare le persone che sembrano meno chiuse e di cercare comunque di avere contatti con gli altri a prescindere dai gruppi, soprattutto di non scoraggiarsi.