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SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE

 autore SIMONA TIROCCHI, ROMANA AND̉, MARZIA ANTENORE
 titolo GIOVANI A PAROLE
Dalla generazione media alla networked generation
Pagine 281
 editore Guerini ed associati
Collana alf@net
 anno 2002

 Contenuto del libro
Motivi e valori di una ricerca-intervento (Prefazione di Marco Daniele Clarke e Mario Morcellini); Giovani a parole (Introduzione di Mario Morcellini); 1. Minori/media. Analisi critica degli studi e nuove proposte (S. Tirocchi); 2. Gnerazione media. I percorsi comunicativi dei nuovi teen agers (R. Andò e S. Tirocchi); 3. Stili di fruizione e scenari di interazione. Un'analisi non standard (M. Antenore); 4. Le parti in gioco. Ritratti generazionali (R. Andò); 5. Ridefinire i media. Rappresentazione e ruolo dei mezzi di comunicazione nell'immaginario collettivo (S. Di Paolo, S. Turchetti, G. Ciofalo, L. De Angelis, A. di Norcia, C. Astolfi); 6. Viaggio attraverso le generazioni (M. Antenore); Conclusioni (A. Marinelli); Allegato metodologico (G. Anzera e K.M. Kebati).; Bibliografia; Autori.

Simona Tirocchi e Marzia Antenore svolgono attività di ricerca presso L'Università La Sapienza, dove hanno entrambe vinto un dottorato in Scienze della comunicazione; Romana Andò è ricercatore, nella stessa università, presso il Dipartimento di Sociologia e comunicazione; insegna Modelli e processi della comunicazione.
"Il volume Giovani a parole -si legge nella prefazione- nasce da una collaborazione ormai quinquennale tra il Dipartimento di sociologia e comunicazione dell'Università La Sapienza e l'Assessorato Edilizia e Pianificazione scolastica della provincia di Roma". La ricerca intervento Il gioco delle parti: teen agers, adulti e consumi multimediali è stata avviata dal 1999, ed ha avuto per oggetto consumi culturali e stili comunicativi dei ragazzi di oggi. Hanno partecipato alunni, genitori ed inseganti di 24 scuole di Roma e dei comuni di Anzio, Bracciano, Pomezia e Velletri. L'originalità della ricerca consiste a) nell'aver indagato "il vissuto dei giovani, da sempre driver dell'innovazione, anche in riferimento alla socializzazione tradizionale e all'influenza della dimensione comunicativa, in un ambito caratterizzato da un'evidente destrutturazionedei vecchi modelli di formazione etica e sociale"; b) dallo stretto collegamento tra ricerca ed intervento (p. 12-13).
Nella introduzione, M. Morcellini sottolinea come la ricerca su cui si basa il volume sia nata dal tentativo di superare una certa prospettiva apocalittica, che critica i media come responsabili dell'attuale condizione giovanile; si è addirittura coniata l'espressione "generazione media". In realtà, come i risultati dell'indagine dimostrano, la situazione è più complessa: "…i media sono diventati attori solo comprimari di un processo di socializzazione giovanile ambientato principalmente entro le reti del gruppo dei pari. In questo senso, ci sembra che una delle scoperte più interessanti della ricerca risieda proprio nel riconoscimento dell'importanza assunta dall'interazionismo comunicativo quale tessuto sottocutaneo della socializzazione".
In particolare, il ruolo della scuola acquista nuova importanza: "…nei confronti di Internet e dell'informatica, la scuola sembra non aver eretto lo stesso muro di incomunicabilità edificato contro la TV e i vecchi media. Questo apre, per la prima volta, la possibilità di un riavvicinamento di saperi e linguaggi tra formatori e utenti, superando il tipico antagonismo del passato"(p. 21).
Nell'universo giovanile di oggi, centrale è comunque il linguaggio, che "diventa un elemento di assimilazione al gruppo di riconoscimento immediato; al tempo stesso, è anche il medium per segnare le distanze. E' il punto di maggior divaricazione tra due mondi contrapposti: i giovani e gli adulti. La comunicazione costituisce così lo strumento principale per sperimentare e praticare momenti di 'innovazione microsociale' che lasciano spazio a procesi di autosocializzazione: le parole diventano lo strumento e allo stesso tempo il risultato più significativo di una socializzazione che seleziona elementi di identità, ma anche di differenziazione dagli altri " (p. 22)





 
 
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