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PEDAGOGIA / PSICOLOGIA

 autore di Patrizia Mattioli
 titolo Manuela Rosci Genitori si diventa. Aiutare i figli a costruire la propria identitą
 editore  

 Struttura del libro:
 Genitori si diventa di Manuella Rosci psicologa, psicopedagogista e psicoterapeuta, edito da Giunti Demetra nel 2007, é un libro che vuole accompagnare e sostenere le persone che intraprendono il cammino del “diventare genitori” che, come dice il titolo č un traguardo da perseguire e non un punto da cui partire nel momento in cui nasce un figlio o si decide di concepirlo.

L’autrice distingue tra fare il genitore ed essere genitore intendendo con questa distinzione la differenza tra gli aspetti comportamentali del ruolo, come prendere decisioni, organizzare, pianificare, ecc., e i sentimenti legati alla presa di consapevolezza che il ruolo comporta sia sul piano personale che di relazione con i figli.

Sottolinea l’importanza di costruire un progetto educativo con il quale insegnare a vivere ai propri figli, progetto che non sarą tanto orientato ad insegnare azioni o comportamenti da seguire, quanto piuttosto a favorire l’espressione di quelle potenzialitą innate presenti in ogni individuo tenendo conto delle regole del mondo in cui nasce e si troverą a vivere.

E’ importante che siano definiti gli spazi di azione di ognuno (genitore/i, figlio) e che i genitori inviino messaggi coerenti. Essere genitori significa prendersi la responsabilitą dell’altro, il figlio, affinchč costruisca una propria identitą, senza che le paure di sbagliare interferiscano con la necessitą di essere quelli che conducono il gioco.

E’ un testo che va anche al di lą dell’obiettivo che si pone dal momento che nell’affrontare l’argomento tira in ballo aspetti specifici della psicologia cognitiva pił razionalista e affrontando il tema dell’essere genitori coglie, inevitabilmente, quello dell’essere individuo.

La lettura č scorrevole e offre spunti di riflessione e focalizzazione su aspetti cruciali della genitorialitą e dell’esistenza umana.



 

 autore Flavia Santoianni, Maura Striano
 titolo IMMAGINI DELLA MENTE - Prospettive pedagogiche
 editore Carocci, 2000 pp. 193

 Struttura del libro:
Introduzione, di Elisa Frauenfelder – Parte prima: 1. Processi cognitivi e processi di controllo (F. Santoianni); 2. Conoscenza e metaconoscenza (M.Striano). Parte seconda: 3. Pensare la mente: la metacognizione (M. Striano); 4. Cognizione, metacognizione e consapevolezza (F. Santoianni). Parte terza: 5. Dove è la mente? (F. Santoianni); 6. Mente e menti (M. Striano). Appendice: Alla ricerca della mente. Dalla conoscenza comune alla conoscenza scientifica: un’ipotesi di percorso formativo (M. Striano). Bibliografia.
Al centro della prima parte del libro, il tema della metacognizione: “Metacognizione significa letteralmente riflessione sui processi mentali e indica, nella sua accezione più ampia, la conoscenza da parte del soggetto delle proprie attività cognitive e il controllo che è in grado di esercitare su di esse” (p. 17). L’importanza della metacognizione, rispetto ai temi dell’apprendimento, sta nel fatto che essa costituisce “una struttura ponte tra molte aree diverse: fra l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo, fra l’apprendimento e la memoria, fra l’apprendimento e la motivazione, fra i processi decisionali e la memoria. La relazione tra apprendimento e memoria, detta metamemoria, ad esempio, fa riferimento alla consapevolezza di un soggetto circa quali strategie potrebbe o dovrebbe usare in determinati compiti cognitivi di memorizzazione” (p. 18-19). Perché un soggetto possa applicarsi ad uno specifico compito cognitivo occorre che “si abbia il controllo funzionale delle risorse intellettive, cioè si sia in grado di gestire le proprie potenzialità intellettuali”. In una prospettiva pedagogica bioscientificamente orientata, “avere un controllo metacognitivo sulle proprie risorse cognitive dovrebbe significare che un soggetto diventi capace sia di gestire il proprio potenziale intellettivo così com’è, sia di rispondere in modo adeguato alle richieste cognitive prospettate dall’ambiente; non è possibile infatti ipotizzare un modo ideale in cui ogni soggetto controlli la propria attività cognitiva”. (p. 30-31).
Gli individui dispongono di “teorie metacognitive” , spesso implicite, su cosa sia memoria, intelligenza, ecc. Tali teorie condizionano “in modo significativo e determinante sul modo in cui vengono gestiti i processi di pensiero, di apprendimento, di costruzione della conoscenza” (p. 55). Ciò è particolarmente rilevante nel caso di soggetti che sono implicati in un processo di apprendimento/insegnamento: la complessa struttura di conoscenza formata dalle teorie metacognitive “orienta fortemente” il modo in cui tali soggetti “ si confrontano sia con se stessi e le proprie performance cognitive sia con gli altri e con le loro performance”.
Per tale motivo, sul piano pedagogico è importante l’esplicitazione delle strutture cognitive e metacognitive, attivando “percorsi di metaconoscenza”, e soprattutto “facilitando l’acquisizione, lo sviluppo e l’uso di un linguaggio sul pensare” (p. 59). In tale prospettiva, è il sistema formativo a mutare funzione: “Scuola ed extrascuola… vanno a proporsi non più come ambiti di istruzione formalizzata e di trasmissione di saperi organizzati, ma come ambiti in cui è necessario imparare soprattutto a gestire e a a costruire i processi di conoscenza. Diventa pertanto indispensabile che gli operatori della formazione, a diversi livelli, vengano ad acquisire e sviluppare competenze di base per la costruzione di una professionalità che, nei contesti socioculturali contemporanei, va sempre più a connotarsi come professionalità di knowledge management” (p. 61).



 autore Daniel Goleman
 titolo INTELLIGENZA EMOTIVA
 editore Rizzoli BUR
 anno 2001 (ed. originale 1995)

L'autore, che si è specializzato all'Università di Harward, è un noto giornalista scientifico, autore di vari best-seller, tra cui questo.

 Contenuto del libro
La tesi di fondo è che la nostra idea dell'intelligenza, alla luce degli studi più recenti, si è profondamente modificata; in particolare, le emozioni devono essere considerate una parte costitutiva "dell'essere intelligenti". La scuola e l'insegnamento devono tener conto di questa nuova visione, e trasformarsi di conseguenza.
"Attualmente l'educazione emozionale dei nostri figli è lasciata al caso, con risultati sempre più disastrosi. La ssoluzione sta in un nuovo modo di considerare ciò che la scuola può fare per educare l'individuo come persona-ossia mettendo insieme mente e cuore…prevedo un giorno nel quale sarà compito normale dell'educazione quello di inculcare comportamenti umani essenziali come l'autoconsapevolezza, l'autocontrollo e l'empatia, e anche l'arte di ascoltare, di risolvere i conflitti e di cooperare" (p. 16).



 autore Luciano Arcuri, Luigi Castelli
 titolo LA COGNIZIONE SOCIALE
 editore Laterza
 anno 2000

Luciano Arcuri è ordinario di Psicologia delle comunicazioni sociali all'Università di Padova. Ha curato un manualme di Psicologia sociale (Bologna 1995).
Luigi Castelli è ricercatore di Psicologia all'Università di Padova.
Insieme hanno già pubblicato La trasmissione dei pensieri (Bologna 1996)

 Contenuto del libro
Nel volume viene presentato un particolare approccio empirico e concettuale, denominato "cognizione sociale", che ha suscitato interesse e discussioni negli Stati Uniti e in Europa. Si tratta di una proposta teorica, costituita "da una serie di modelli destinati a studiare e comprendere fenomeni psicosociali di diversa natura e complessità" (p. V).
Gli elementi fondamentali alla base della definizione della cognizione sociale sono i seguenti:
"Innanzitutto, il fuoco concettuale che caratterizza gli studi sulla cognizione sociale è centrato sull'analisi dei processi, ossia sullo svolgersi del percorso di elaborazione che prepara e organizza i fenomeni sociali…secondo quest'impostazione, lo psicologo che voglia studiare, per esempio, la formazione delle impressioni di persona non è tanto interessato a individuare i fattori che rendono una persona gradevole, simpatica, oppure no, quanto a sondare, analizzare e interpretare le condizioni di contesto e di processo che fanno emergere, in chi percepisce, impressioni di tipo positivo, o negativo" (p. V)
"Un altro elemento fondamentale di questo approccio è che si basa sull'assunzione che molti giudizi sociali emessi dalle persone nella loro vita di relazione sono il frutto di processi per larga parte automatici" (p. VI)
Un campo di studio dove, a parere degli autori, l'approccio della cognizione sociale risulta fecondo, è quello relativo al fenomeno "inquietante" del pregiudizio:
"Fin dalle prime ricerche su questo tema, era emerso come fattore di problematicità la possibile discrepanza tra espressione verbale dei giudizi e manifestazioni comportamentali. Per una psicologia sociale che non si accontenti di rilevare tali apparenti incongruenze, ma cerchi invece di rendersi ragione della loro dinamica, i modelli di processo della cognizione sociale forniscono delle proposte piene di fascino anche se basate su paradigmi di ricerca complessi e laboriosi"(p. VI-VII)


 
 
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